Il complesso edilizio Palazzetti esisteva sicuramente nella seconda metà del XVIII secolo: si hanno notizie dell’oratorio di sant’ Anna nel 17741 e si può anche affermare che nel 1781, inseriti nel catasto Boncompagni, esistessero i caseggiati: casa ad est verso il fiume Quadema e oratorio sulla via pubblica oggi via S. Giorgio, appartenenti al “luogo detto il Palazzetto spett. al sig. avvocato Vincenzo Degli
Anioni cittadino abitante nella parrocchia di san Martino Maggiore di seminativo di corbe 11: 12 circa lavorato da Luigi Pasquali“.
Nel catasto dello Stato Pontificio, denominato Gregoriano e che sarà utilizzato anche dal regno d’Italia fino al 1924, si distinguono le particelle 185, 187, e 189 rispettivamente Oratorio privato, casa del massaro e casa di villeggiatura, appartenenti a Degli Antonj Berni Vincenzo in “luogo detto Palazzettti”, iscritte il 26 aprile 1813.
L’avvocato Vincenzo Berni degli Antonj, figlio di Virginia Landi e di Francesco, anch’egli avvocato, fu lettore e docente del collegio legale dell’università di Bologna, commissario delle finanze nella Repubblica Cispadana, procuratore nel tribunale di revisione del Regno d’Italia in epoca napoleonica e nominato da Pio VII, dopo la restaurazione del 1815, a giudice della corte d’appello di Bologna; scrisse negli ultimi anni di vita alcune commedie teatrali.
Vincenzo ebbe in eredità dal padre, deceduto il 29 aprile 1760, il podere alla Quadema.
L’inventario dei beni dell’avvocato Francesco Berni degli Antonj redatto il 3 aprile 1761 dal notaio Lodi di Bologna ne da una sommaria descrizione “Una Possessione, … , di San Giorgio di Varignana ora divisa in due luoghi, il primo dov’è il casino da Padroni, … , stalla, rimessa, colombara, capellina ed un’altra casa da contadini, con stalla e teggia e corifìna con PP. di San Domenico, la strada che va a S. Giorgio i signori Manolesi [ a quel tempo proprietari del mulino di Osteria Grande] in parte, .. . in parte li beni della chiesa di S. Giorgio mediante la strada, il fiume quaderna e li campi lavorati dal colono, … , dell’altro luogo quali campi confinano con D.[detta] strada, che va a S. Giorgio e mediante fra i S.ri Marchesi Albergati, il fiume quaderna fino al ponte. In detto Casino vi sono mobili e rame della stima la somma di lire 180“.
Nel documento vi è anche la richiesta di far celebrare 3 messe cantate e “2 messe nella capelina della quaderna il giorno di S.Anna“.
L’avvocato Francesco doveva essere molto legato a quei luoghi perché nel testamento redatto nel
1755 ha destinato per la loro manutenzione ben 3000 Lire bolognesi, oltre a tutti i costi sostenuti nel tempo: “Avendo io speso del proprio nel rifare da fondamenti la Cappellina e nell’ampliare quel Casino“
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A proposito dei confinanti marchesi Albergati risulta che un certo Giovanni Battista degli Antoni, del quale non è accertabile l’eventuale parentela con l’avv. Francesco, svolgeva nel 1738 le funzioni di segretario del marchese Luigi Capacelli Albergati.
Dal 1813 e cioè dalla data di accatastamento dei beni de quibus nel catasto Gregoriano e sino alla fine del XIX sec. non sono rilevabili, nei libri cosiddetti “dei trasporti rustici” dove erano annotate le volture e i passaggi di proprietà, i successivi detentori del fondo.
Solo negli anni trenta del XX sec nei dintorni Varignana San Giorgio è citato come possessore dell’oratorio privato di Sant’ Anna il Sig. Dott. Francesco Biancani.




